QUANDO HO FATTO IL MYSPACE A LOU X

È il 2005, quando leggo da qualche parte che il vero nome del mio rapper preferito è Luigi Martelli. So che è di Tortoreto, perciò cerco il suo numero in rete.

 

Non ricordo come, ma becco quasi subito i Martelli giusti. Una signora con forte accento abruzzese mi dice di aspettare e lo chiama al telefono. Sono terrorizzato. Non ricordo nemmeno più perchè cazzo ho chiamato.

Lui risponde con un tono di voce bassissimo.

Completamente supino, gli dico che mi chiamo come lui, che sono mezzo abruzzese e che lo ascolto da quando avevo quindici anni. Glisso sul fatto che suono e tutto il resto, non voglio fargli pensare che lo chiamo per guadagnarci qualcosa.

Lui non dice niente.

Il fatto che non abbia già riappeso mi dà la forza di insistere. Gli comunico che ho aperto un profilo MySpace a suo nome. Ho dovuto scegliere "danneggiatore" perché "loux" e "lou-x" erano già presi. Gli comunico che mi hanno scritto in tanti, davvero in tanti, chiedendomi notizie e manifestando profondo rispetto per lui e per la sua arte. C'è tanta attesa per il tuo nuovo disco, Lou.

A lui pare non fregare niente: non sa neanche di cosa parlo, come se gli sfuggisse totalmente il senso della telefonata. Che in effetti inizia a sfuggire un pochino anche a me.

Ma ormai sono troppo compromesso per cedere, ho già superato il punto di non ritorno e se non dò gas finisco nel burrone. Continuo imperterrito con MySpace, glielo descrivo come l'Eden, la pietra filosofale, il Sacro Graal della musica underground. La Mecca dell'hardcore. Un mare di stronzate.

Lui fa una sbuffatina sarcastica, colgo una sfumatura di divertimento, mi chiama "Giggi u'cocciuto". Però – un po' goffamente – mi chiede come funziona questa strana roba. Sembra vagamente interessato.

Allora mi gonfio come un piccione – se il soprannome della famiglia di Luigi è appicciafuntane, quello del mio è proprio piccione – e gli faccio una panoramica stringata ma celebrativa, tipo "c'è questa sezione, questa e quest'altra, ci trovi un sacco di date, ormai sono tutti lì" e robe così. Se ci ripenso schiumo dalla vergogna.

Lui però mi dà feedback positivi. Mi chiede come si fa a leggere i messaggi. Così gli sgancio lentamente le chiavi d'accesso. L'idea che Lou X si logghi con la mia mail mi esalta. Pensate un po'.

Dice che se lo farà gestire da un amico, perchè "nun ce sacc' commatt' co' ss' cos". Non ci sa fare con queste cose.

Gli dico che tutti vorrebbero un suo concerto in Veneto.

Lui fa una strana risatina. Mi dice che ci risentiremo. Mi saluta.

Lo saluto.

Riappende.

Non ci credo: ho parlato con Lou X. Inizio a fantasticare su live in cui, siccome suo cugino Andrea non c'è, mi chiama e fa: "Gi', che c'hai voglia di venire te?". Ed io, con i supremi testi di C.U.B.A. che ancora ricordo a memoria, spacco il palco in due tra la folla in delirio, ma sempre rispettoso e pronto a fare un passo indietro per far applaudire il vero artista.

In realtà non l'ho mai più sentito, Luigi. Ma quando ho letto questo articolo ho pensato che, ecco, se c'erano persone al mondo a cui forse interessava questa cacata, erano qui.

Aggiornamento: l'amico a cui ha fatto gestire la pagina mi ha scritto. Era Lele Prox.