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IL MYSPACE DI LOU X (2014)

È il 2005, quando leggo da qualche parte che il vero nome del mio rapper preferito è Luigi Martelli. So che è di Tortoreto, perciò cerco il suo numero in rete.

 

Non ricordo come, ma becco quasi subito i Martelli giusti. Una signora con forte accento abruzzese mi dice di aspettare e lo chiama al telefono. Sono terrorizzato. Non ricordo nemmeno più perchè cazzo ho chiamato.

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Lui risponde con un tono di voce bassissimo.

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Completamente supino, gli dico che mi chiamo come lui, che sono mezzo abruzzese e che lo ascolto da quando avevo quindici anni. Glisso sul fatto che suono e tutto il resto, non voglio fargli pensare che lo chiamo per guadagnarci qualcosa.

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Lui non dice niente.

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Il fatto che non abbia già riappeso mi dà la forza di insistere. Gli comunico che ho aperto un profilo MySpace a suo nome. Ho dovuto scegliere "danneggiatore" perché "loux" e "lou-x" erano già presi. Gli comunico che mi hanno scritto in tanti, davvero in tanti, chiedendomi notizie e manifestando profondo rispetto per lui e per la sua arte. C'è tanta attesa per il tuo nuovo disco, Lou.

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A lui pare non fregare niente: non sa neanche di cosa parlo, come se gli sfuggisse totalmente il senso della telefonata. Che in effetti inizia a sfuggire un pochino anche a me.

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Ma ormai sono troppo compromesso per cedere, ho già superato il punto di non ritorno e se non dò gas finisco nel burrone. Continuo imperterrito con MySpace, glielo descrivo come l'Eden, la pietra filosofale, il Sacro Graal della musica underground. La Mecca dell'hardcore. Un mare di stronzate.

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Lui fa una sbuffatina sarcastica, colgo una sfumatura di divertimento, mi chiama "Giggi u'cocciuto". Però – un po' goffamente – mi chiede come funziona questa strana roba. Sembra vagamente interessato.

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Allora mi gonfio come un piccione – se il soprannome della famiglia di Luigi è appicciafuntane, quello del mio ramo abruzzese è proprio piccione – e gli faccio una panoramica stringata ma celebrativa, tipo "c'è questa sezione, questa e quest'altra, ci trovi un sacco di date, ormai sono tutti lì" e robe così. Se ci ripenso schiumo dalla vergogna.

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Lui però mi dà feedback positivi. Mi chiede come si fa a leggere i messaggi. Così gli sgancio lentamente le chiavi d'accesso. L'idea che Lou X si logghi con la mia mail mi esalta. Pensate un po'.

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Dice che se lo farà gestire da un amico, perchè "nun ce sacc' commatt' co' ss' cos". Non ci sa fare con queste cose.

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Gli dico che tutti vorrebbero un suo concerto in Veneto.

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Lui fa una strana risatina. Mi dice che ci risentiremo. Mi saluta.

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Lo saluto.

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Riappende.

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Non ci credo: ho parlato con Lou X. Inizio a fantasticare su live in cui, siccome suo cugino Andrea non c'è, mi chiama e fa: "Gi', che c'hai voglia di venire te?". Ed io, con i supremi testi di C.U.B.A. che ancora ricordo a memoria, spacco il palco in due tra la folla in delirio, ma sempre rispettoso e pronto a fare un passo indietro per far applaudire il vero artista.

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Non l'ho mai più sentito, Luigi. Ho saputo che se l'è passata male e che ora non vuole avere più niente a che fare con il mondo della musica. 

 

L'amico a cui Lou X aveva fatto gestire la pagina mi ha scritto. Era Lele Prox.

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Questo sito è stato creato da un tizio nel 2058 in un paese di fantasia chiamato Italia.
 
Quel tizio si chiama Luigi Amerigo Dalle Carbonare, per i creditori Gigi Funcis | Multimedia Design.

Quel tizio ha stranamente anche una partita IVA: 04379560248

Che dite, perchè non facciamo tutti come cetrioli di mare?

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